Popoli indigeni e ambiente: cosa possiamo imparare?

Non siamo padroni della natura. Non siamo padroni del mondo.

Siamo figli della Madre Terra. Con l’energia di ciascuno dei nostri popoli vogliamo imparare e condividere, e contribuire non solo alla nostra società, ma anche al futuro dei nostri popoli.

 

Queste le parole pronunciate da Ximena Llamin, una leader Mapuche, durante un incontro internazionale tra rappresentanti indigeni svoltosi di recente a Uribia, in Colombia.

Il 9 agosto è stato la giornata internazionale dei popoli indigeni, un’occasione per promuovere i diritti e le libertà di tutte le popolazioni indigene e per celebrare il valore della diversità.

Secondo i dati ufficiali delle Nazioni Unite, in tutto il mondo ci sono 370 milioni d’indigeni che occupano il 20% della superficie terrestre. Si stima che queste persone appartengano a circa 5.000 culture diverse. Per questo motivo, i popoli indigeni rappresentano la maggior parte della diversità culturale del pianeta, nonostante la minoranza numerica.

Come ONG internazionale che si occupa di conservazione della natura e sviluppo sostenibile in diverse regioni del mondo, ci piacerebbe condividere alcune riflessioni sull’importante ruolo che svolgono i popoli indigeni nella protezione dell’ambiente.

Diversità culturale e diversità biologica

Molte delle regioni più bio-diverse della Terra sono abitate prevalentemente da popolazioni indigene. Il WWF ha esaminato la distribuzione geografica dei popoli indigeni ed osservato una forte correlazione tra le regioni con elevata diversità biologica e quelle culturalmente più frammentate.

Questa convergenza spaziale rappresenta un’opportunità e, allo stesso tempo, un’importante sfida: quella di conservare la biodiversità terrestre attraverso la protezione della diversità culturale, valorizzando l’eredità di conoscenza tradizionale ecologica custodita dai popoli indigeni.

Vincolo con la Madre Terra

Tutti i popoli indigeni condividono una relazione spirituale e sociale con le proprie terre. Contrariamente al modello predominante in occidente, basato essenzialmente sulla relazione economica con la terra, per i popoli indigeni la terra non è un oggetto a servizio dell’uomo.

La Madre Terra è sacra, è una fonte di vita che si connette al passato come luogo ancestrale, al presente come entità che soddisfa i bisogni primari delle persone, e al futuro come eredità per coloro che verranno.

È il momento di ripensare il nostro modello di utilizzo della Terra, per la nostra sopravvivenza, per la natura e per le generazioni future.

Gestione delle foreste

I popoli indigeni hanno amministrato responsabilmente le proprie terre per migliaia di anni. Se vogliamo raggiungere la sostenibilità nella gestione delle risorse forestali, oggi più che mai sono necessari leggi e politiche che promuovano un uso di tali risorse calibrato sui bisogni alterni di ciascuno degli utenti: gli abitanti del luogo, i consumatori e, naturalmente, la stessa foresta.

Per questo motivo abbiamo chiesto agli abitanti originari del luogo cosa pensano del nostro Programma SFEC, nelle Sierra Nevada de Santa Marta, In Colombia. Questa la loro risposta:
 

 

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