Verso un nuovo “Turismo Comunitario per lo Sviluppo”

Nell’ aprile 1995, a Lanzarote è stata elaborata la Carta per il Turismo Sostenibile: il turismo fu riconosciuto per la prima volta come strumento per la riduzione della povertà, quando promosso nel rispetto della sostenibilità ecologica, economica e sociale per le popolazioni locali. Questa carta sancisce l’importanza della valorizzazione della cultura del luogo e l’impegno per combattere l’afflusso concentrato di turisti, con il fine di salvaguardare le esigenze ambientali e gli stili di vita.

Negi ultimi 20 anni, simultaneamente all’adozione di diverse politiche internazionali ispirate alla Carta di Lanzarote, enti pubblici e organizzazioni private hanno cominciato ad attuare attraverso due offerte principali: il turismo comunitario e l’ eco-turismo. Il primo sorge come alternativa al turismo industriale (o di massa) e come strategia per unire, in maniera effettiva, partecipativa e con il rispetto dell’ambiente, incremento del reddito e sviluppo sostenibile. Il secondo consiste nella promozione di viaggi responsabili, con l’obiettivo di esplorare ambienti nuovi e contribuire all’educazione del rispetto amientale, riconoscendo che il benessere delle popolazioni locali dipende dal proprio habitat, come fonte inestimabile di sviluppo economico.

Questi due tipi di turismo hanno riscosso notevole successo come testimoniato dalle statistiche di Ecotourism Statistical Fact Sheet. Sempre più turisti e viaggiatori, motivati dal desiderio di conoscenza che esula la proposta del turismo di massa, hanno permesso di aumentare l’implementazione di queste modalità di turismo sostenibile, promuovendo una serie di impatti positivi nei paesi in via di sviluppo e aumentando la consapevolezza sull’importanza della preservazione ambientale e culturale.

È su queste basi cue l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha approvato l’adozione del 2017 come Anno Internazionale del Turismo Sostenibile per lo Sviluppo.

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Environomica ha scelto di promuovere attività di turismo comunitario ed eco-turismo nelle due bio-regioni della Sierra Nevada de Santa Marta e della Sierra Nevada del Cocuy, per preservarne gli ecosistemi e per appoggiare le comunità rurali nella produzione di nuove fonti di reddito.

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Per realizzare pienamente il suo potenziale d’impatto sociale e diventare un vero e proprio “Turismo per lo Sviluppo” il turismo sostenibile richiede strategie di partecipazione comunitaria, soprattutto nelle aree di preservazione ambientale. Ne è un esempio il progetto dell’ Istituto Oikos in Myanmar, premiato dal Comitato di Expo Milano 2015 e riconosciuto tra le Best Sustainable Development Practices che promuovono soluzioni innovative: si basa su un’iniziativa di gestione partecipata del territorio nell’arcipelago di Myeik, dove la conservazione della biodiversità e la pressione antropica richiesero un nuovo modello di gestione, considerando che l’ ambiente ha un ruolo fondamentale nella cultura, vita spirituale e storia del paese. Il modello implementato, oltre ad avere un forte elemento di partecipazione comunitaria, ha promosso elementi di rafforzamento delle capacità tecniche e di rispetto delle politiche nazionali. Un altro caso interessante esiste in Kenya, dove una organizzazione locale chiamata Ecotourism Kenya, premiata per Eco-Warrior Awards 2016, si occupa di promuovere pratiche di turismo e conservazione ambientale attraverso attività auto-gestite dalla popolazione Masaai, commercializzando prodotti locali, investendo sul capitale umano e promuovendo fortemente la cultura del luogo.

Sono queste le fondamenta che noi di Environomica poniamo alla base dei nostri programmi SFEC e SMEC in Colombia, un paese che sempre di più avanza nel turismo sostenibile, come dichiarato già nel 2013 dal Ministero dell’Industria e del Turismo.

Tuttavia, sebbene esistano già molte best practices, non bisogna dimenticare che il “Turismo per lo Sviluppo” è ancora in fase di sperimentazione, considerando che far convergere risultati economici e necessità socioambientali, senza entrare in conflitto con esigenze meramente produttive, è una sfida. Concentrarsi sulla formazione di operatori turistici, sull’identificazione di zone e settori strategici, sull’approccio integrato e sulla promozione di attività locali generatrici di reddito e crescita sostenibile sono dunque elementi necessari per il futuro sviluppo dei popoli.